MONETE CONTRO IL MURO

Cari amici,

l’altro giorno cercando di porre in ordine la mia libreria, ho sistemato in alcuni scaffali dedicati i libri che trattano la vita, la storia e la cultura della Basilicata.

Tra questi mi sono imbattuto nella raccolta di poesie “Vidi le muse” del grande poeta Leonardo Sinisgalli di Montemurro. Senza esitazione ne ho approfittato per rileggerne alcune tra le più note. Ce ne sono di bellissime, come quella dedicata alla madre e ognuno può trovarvi la sua preferita.

Una di quelle che rileggo sempre con piacere è “I faciulli battono le monete rosse”. I miei coetanei ricorderanno senz’altro il gioco delle monete lanciate contro il muro da due o più ragazzi, per essere poi vinte quando l’una si avvicina all’altra alla distanza pari od inferiore ad un palmo di mano.

Mi si perdonerà una nota di nostalgia per il tempo che fu, dei pomeriggi trascorsi nei vicoli del paese, quando ancora con i pantaloncini corti andavamo alla ricerca del muro meno ruvido, per dare poi inizio al gioco, con le estensioni forzate delle dita della mano alla conquista di una moneta (raramente) o più spesso dei tappi appiattiti delle bottiglie di gassosa o di birra trovati qua e là. Sperando di fare cosa gradita, ve la ripropongo con l’invito a rileggere l’intera raccolta.

 

I faciulli battono le monete rosse

Contro il muro. (Cadono distanti

Per terra con dolce rumore.) Gridano

A squarciagola in un fuoco di guerra.

Si scambiano motti superbi

E dolcissime ingiurie. La sera

Incendia le fronti, infuria i capelli,

sulle selci calda è come sangue.

Il piazzale torna calmo.

Una moneta battuta si posa

Vicino all’altra alla misura di un palmo.

Il fanciullo preme sulla terra

La sua mano vittoriosa.

 

Altri tempi, con atmosfere impensabili ai giorni nostri.

 

Un caro saluto a tutti.

Nicola Vitola

 

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Il commento di una lettrice

Scusate, ma perché questo haedline? Perché “obtorto collo siamo di Francavilla sul Sinni”? Se questo è” il luogo d’incontro” dei Francavillesi sparsi per il mondo, suggerisco di cassare quella che sento come una battuta francamente poco gradita e che mi sembra decisamente fuorviante rispetto al sentimento che muove chi qui si ritrova. Un cordiale saluto a tutti.

Ohps! Non era l’haedline del sito, ma il titolo dell’intervento di Antonio Fortunato, mi pareva…. Chiedo venia. Interessante “il carteggio” sulle questioni del nome, ho imparato molte cose.     Aida Mele

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obtorto collo siamo di Francavilla sul Sinni

Carissimo Presidente,

anch’io vorrei dare il mio contributo al dibattito che si è aperto su questo sito  circa la modifica della  denominazione del comune di Francavilla in Sinni in Francavilla sul Sinni.
Innanzitutto esprimo un vivo ringraziamento  all’onorevole Mario Lettieri che puntualmente, dopo la mia segnalazione del 12 Gennaio 2003, si attivò a livello parlamentare per ovviare all’inconveniente per  l’errata denominazione del nostro toponimo.
Il consiglio Comunale, recependo la necessità  di risolvere il problema, con delibera del 12 Agosto 2003 n°37 approvò con votazione unanime la modifica della denominazione del Comune di Francavilla in Sinni in Francavilla sul Sinni. Non seguirono però gli altri adempimenti e la correzione non è stata fatta nella sostanza. Pertanto, ti invito con la tua associazione a riprendere il discorso con le iniziative che riterrete più opportune per definire la questione partendo proprio dalla delibera succitata.
Confidando nella tua cortese disponibilità e dell’intera associazione, ringrazio e saluto cordialmente.

Antonio  Fortunato

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Errare humanum est, perseverare diabolicum !

     Francavilla  in Sinni                                                                  lì   25.09.2011

Caro Presidente,  non sarò io a tarpare le ali al tuo entusiasmo, declinando l’invito a partecipare al primo forum che si tiene  sul sito dell’Associazione. Per me è anche l’occasione buona per tirare fuori dal cassetto una ricerca sull’argomento oggetto della discussione , che ho condotto tanti anni fa, nel 1977, quando ho avuto il primo incontro ravvicinato con quella famigerata“in” frapposta tra “ Francavilla” e  “ Sinni.”          Mi incuriosì e, ricercando, ho avuto modo di visionare il Regio decreto n° 1218 del 26 marzo 1863 dal quale ho appreso che  la denominazione ufficiale di questo Comune è “Francavilla in Sinni”.    Lo stesso documento spiega anche come tale denominazione sia venuta fuori.           Nei primi anni successivi all’unificazione d’Italia si è costatato che c’erano ben otto Comuni   denominati Francavilla.          Per evitare confusioni,  è stato imposto  di aggiungere al nome di ciascuno di questi Comuni un ulteriore termine di specificazione.        Questo Comune con deliberazione del Consiglio comunale del 12 novembre del  1862 ha adottato la denominazione     di “Francavilla in Sinni”.                          Tale denominazione  é stata, poi,  resa ufficiale con il citato Regio Decreto.    Stando così le cose,  piaccia o non piaccia,   fino a quando non la si modifichi,  siamo tenuti ad usare la denominazione “ Francavilla in Sinni”.      Quindi, finora ha sbagliato chi ha preso ad usare la denominazione” Francavilla Sul Sinni” !

Errare humanum est, perseverare diabolicum !

C’è ancora chi, nonostante tutto,  persevera.  La stessa deliberazione con la quale questo Consiglio comunale, tra l’altro, ha costatato che la denominazione ufficiale del Comune è “Francavilla in Sinni”, reca l’intestazione “ COMUNE DI FRANCAVILLA SUL SINNI “

È  sconcertante !

In tempi più recenti, l’argomento é stato anche oggetto di interrogazione parlamentare da parte dell’On.  Lettieri,  a cui ha fatto seguito la risposta prot. n. 24 del 5.06.2003 con la quale la Deputazione di Storia Patria per la Lucania,  l’ha informato della deliberazione di questo Consiglio comunale del 12 novembre 1862 e del Regio decreto n. 1218 del 26 marzo 1863, del contenuto dei quali ho detto sopra.  Il 12 agosto del 2003, sulla scorta della predetta nota della Deputazione, il Consiglio comunale con atto n° 37,  dopo aver appurato che la denominazione ufficiale del Comune è “Francavilla in Sinni”,  ha deliberato di  modificarla  in Comune di “Francavilla Sul Sinni” e di attivare per lo scopo l’iter legislativo della Regione.  La procedura per modificare la denominazione dei comuni  è indicata nelle linee generali dall’art. 133 della Costituzione, il quale recita : “ La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni o  denominazioni”.   È consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale che il citato art. 133, secondo comma, ove prescrive di sentire  le popolazioni interessate, comporta, per le Regioni a statuto ordinario, l’obbligo di procedere a tale fine mediante Referendum.   (Corte Costituzionale, sentenze : 7  del 2004;  N° 204 del 1981;  n° 107 del 1983; n° 279 del 1994; n° 237 del 2004. ) Lo Statuto comunale non c’entra.  I referendum di cui all’art. 8 del D. Lgs n. 267/2000, la disciplina dei quali è demandata allo Statuto, sono istituti ben diversi dal referendum di cui all’art. 133 della Costituzione, ed ineriscono “ a materie di esclusiva competenza locale”       Nei dettagli, la procedura è disciplinata dalla Legge Regionale  n. 40/1980, la quale agli artt. 1 e  2 prevede che per farsi promotore di un progetto di legge regionale occorre depositare presso la Presidenza del Consiglio Regionale la proposta, sottoscritta da almeno 2.000 elettori, contenente il testo del progetto di legge redatto in articoli ed accompagnata da una relazione che ne illustri il contenuto e le finalità. L’Amministrazione comunale non ha provveduto a questi adempimenti ed il procedimento si è fermato. Comunque, a ben riflettere, neppure l’uso della preposizione “sul” sarebbe corretto. La preposizione “su”, o “sul”, nel caso di specie, sia che serva a formare un complemento di stato in luogo con il significato di  “sopra”, sia che indichi “immediata vicinanza, adiacenza”, non è coerente con lo stato dei luoghi. Il centro abitato, infatti,  non è situato  sopra il fiume né è adiacente o nelle immediate vicinanze del medesimo; ne dista più di due chilometri.  Le preposizioni “in” e  “sul” stanno, quindi, nella stessa barca ! (  mi si perdoni la facezia). E se il Consiglio  comunale dell’epoca intendeva dire “ Francavilla in valle Sinni” e per ragioni di brevità ha sottinteso la parola “valle” ? A questo punto mi chiedo se valga la pena di riprendere il procedimento, sicuramente lungo e difficoltoso.  Si tenga conto anche, che le procedure di tutti gli uffici sono informatizzate ed hanno in memoria la denominazione “ Francavilla in Sinni”  La modifica della denominazione, nelle more di adeguamento ad essa delle procedure informatizzate, comporterebbe gravi e duraturi disagi ai cittadini. Si  fermerebbero, almeno nei rapporti con i cittadini di Francavilla,  Uffici postali, Banche, Ospedali, Agenzie delle entrate etc.   E allora, teniamocela questa benedetta preposizione semplice “in” , interposta tra “Francavilla” e “Sinni”!  In fondo è parte della nostra storia.  In nome della nostra piccola storia magnifichiamo i briganti, sicuramente figure negative, e vogliamo non essere clementi con una “semplice” preposizione che, pur se non usata correttamente secondo la grammatica Italiana, non ha mai fatto del male ad alcuno?

 Facciamo i deboli con i forti ed i forti con i deboli ? 

Ritengo, infine, che non si possa valutare con il metro della grammatica italiana di oggi la correttezza o meno dell’uso di questa famigerata  “in”, che risale ad un’epoca in cui questa grammatica non era corrente. Se la leggessimo con questa visione, saremmo costretti a sottolineare con la matita blu anche la Divina Commedia, dalla prima all’ultima pagina.  Forse, nel 1862 nella provincia di Basilicata del Regno di Napoli neppure c’èra una grammatica della lingua che parlava la gente comune,  che sicuramente non era la lingua del Manzoni. E se una regola non c’è, o non la conosciamo, come facciamo a rilevarne l’inosservanza!  Che nelle varie Province degli Stati pre unitari non si parlasse alla stessa maniera, ne sono conferma il dato storico che l’Italia del 1862 era ancora l’Italia dei tanti dialetti, uno per Comune, nonché il fatto che nei primi anni di Stato unitario sono state pubblicate ben 700  grammatiche.  Infine, per quanto riguarda specificatamente noi, in alcuni documenti dell’Archivio di Stato di Potenza  ( Fondo Prefet. 1860-72, fasc. 164), si legge  che le prime grammatiche adottate nelle scuole elementari della provincia di Basilicata sono le due compilate da Giovanni Scavia, stampate a Torino,  presso la Tipografia Scolastica di Sebastiano Franco e Figli,soltanto,rispettivamente, nel 1863 ( un anno dopo dell’ufficializzazione del nome “Francavilla in Sinni” )  e nel  1865.  La lingua “ufficiale” di Stato era l’italiano in tutti i regni italiani, tranne che nel Piemonte (dove lo era il francese), in realtà, però,  nella Penisola non esisteva una lingua comune parlata e gli italiani italofoni nel 1861 erano solo una sparuta minoranza, il 2.5% secondo T. De Mauro e, di questi, i toscani erano la massima parte; tutti si esprimevano nel proprio dialetto. Concludo con queste  provocazioni, sicuramente non esaustive, le quali, nulla lo impedisce, possono divenire oggetto di un’autonoma discussione.

Con stima ed affetto

                                                                                                                    Luigi Viceconte

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IL NOME DEL NOSTRO COMUNE: UN PROBLEMA SOLO DI NATURA STORICO-CULTURALE.

Caro presidente,

anch’io, quale socio dell’Associazione da te presieduta, vorrei concorrere al dibattito sul nome del nostro Comune e, in tal senso, titolerei il mio intervento come di seguito riportato:

Il nome del nostro Comune: un problema solo di natura storico-culturale.

Capisco perfettamente, e ne condivido la portata, il disagio dell’amico Giovanni Fortunato di fronte, all’utilizzazione che, non di rado ed anche in sedi istituzionali, si fa della preposizione articolata “in” anzicchè “sul” nel frammezzare Francavilla e Sinni.

Così come mi rendo conto che tale utilizzazione può determinare sul piano burocratico-amministrativo non pochi problemi, sopratutto se usata con superficialità e senza cognizione degli effetti che da essa possono derivare.

Sono, invece, fortemente convinto che il nome del nostro Comune sia, solo ed esclusivamente, Francavilla sul Sinni e ciò sia per ragioni di ordine giuridico che, come sostiene il Prof. Fortunato, di ordine storico-grammaticale.

Tralascio di motivare quest’ultima convinzione, lasciandone gli approfondimenti agli storici e mi limito, sia pur brevemente, a dare ragione del convincimento che mi deriva dal combinato disposto delle norme che disciplinano, nel nostro Statuto, ex ante ed ex post la definizione del nome Francavilla sul Sinni.

Pregiudiziale al mio ragionamento è, quindi, che lo Statuto sia il frutto della corretta applicazione dell’art. 133-2° comma della Cost. e degli art. 9 e 10 della L.R. 26 luglio 1993, n. 33 e successive modificazioni.

Se tutto ciò si è realizzato, con particolare riferimento al referendum consultivo promosso dal Presidente della Giunta Regionale, il nome di Francavilla sul Sinni risulta essere l’unico che formalmente e sostanzialmente individua il nostro Comune.

Ogni altra forma di iniziativa relativamente alla suddetta denominazione avrebbe senso soltanto se la stessa si volesse cambiare e, per quanto è dato di conoscere, non è questa la volontà dei francavillesi.

Disponibile a confrontarmi, sul piano giuridico, su altre tesi in materia, pongo a te ed ai soci distinti saluti.

Francavilla sul Sinni, 9 settembre 2011

Filippo Console

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Fra’ Innocenzo

Cari amici,
è con vero piacere che aderisco alla richiesta, rivoltami nella mia ultima passeggiata a Francavilla da alcuni soci fondatori, di collaborare al sito dell’ Associazione Culturale “La Bottega delle Idee”. Sono un figlio di Francavilla, sono orgoglioso di esserlo e tuttora mi sento francavillese, anche se la vita, lo studio e la mia professione da anni mi tengono lontano dal paese natìo. Ben vengano dunque queste iniziative, che, aldilà dei propri illuminati scopi istituzionali, permettono a tutti noi, che per una ragione o per l’altra siamo dovuti partire, di sentirci ancora parte integrante della comunità francavillese.
Non mi dilungo e mi appresto a portare una mia testimonianza a tutti voi, che, se documentata, ritengo sia degna di ulteriori indagini. Circa un anno fa, trovandomi in quel di Baronissi, decisi con mia moglie di andare a visitare il Convento Francescano “SS.Trinità”, che domina la cittadina dall’alto di una collinetta. Fummo accompagnati nella visita da un addetto, molto gentile e cordiale, che ci forniva tutte le notizie storiche e culturali, relative alle varie sale. Giungemmo infine alla Sacrestia dove sono conservati armadi in legno del 1648, intagliati e decorati con ricercata abilità e fine senso artistico. Ebbene, di lì a poco ci sentimmo dire che il maestro di tali vere e proprie opere d’arte era stato un certo Fra’ Innocenzo da Francavilla sul Sinni! Una piacevole sorpresa che ci riempì di giustificato orgoglio! La notizia mi sembrò subito veritiera, se si pensa che il trattamento del legno vanta nel nostro paese un’antica tradizione e senz’altro
stimolò il “certosino” lavoro di intaglio degli stessi monaci, le cui opere erano indubbiamente presenti nella stessa Certosa di Francavilla, anche se poi andate perdute con la sua distruzione, avvenuta tra il 1808 e 1812 per mano di Gioacchino Murat. La notizia, ripeto, va verificata e, se accertata, meritevole di doverosi approfondimenti, se non altro per rendere giustizia al nostro Fra’ Innocenzo, tanto bravo quanto poco conosciuto.
Un affettuoso saluto a tutti.
Nicola Vitola

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NOTA DI RINGRAZIAMENTO

Amici carissimi,

l’affetto che mi lega a  Francavilla è indescrivibile, non solo per esserci nato e vissuto, ma anche per avere svolto la funzione di educatore scolastico per circa quarant’anni.              Sento di dover ringraziare  questa Associazione  e di esternare la mia gratitudine a quanti si sono adoperati per far sì che molti nostri compaesani sapessero che anche il nostro piccolo paese ha dato i natali a giovani Talenti che con il loro elevato impegno, sacrifici e rinunce , oggi si pregiano di riconoscimenti nazionali ed internazionali.                                  Non posso esimermi dal porgere un affettuoso saluto ed un ringraziamento a tutti i componenti dell’Associazione Culturale  “ La Bottega delle Idee ONLUS”  che con solerzia ed impegno hanno fatto sì che esistesse, dall’infaticabile Presidente Peppino , ai Soci fondatori e a quanti si sono adoperati dietro le quinte.                                                       Lodevole l’impegno profuso da Maria Teresa CUPPARO che con lavoro certosino ha illustrato su cartelloni, ricordi di molti nostri Avi e  notizie rare, custoditi nei registri dell’Archivio della nostra Parrocchia.                                                                                                 Un plauso va all’Amministrazione Comunale, in modo particolare al Sindaco, Geom. Francesco CUPPARO e all’Assessore alla Cultura , Dott.ssa  Cinzia SORACE che con la sensibilità di sempre, hanno Patrocinato l’Associazione e promossa l’iniziativa di premiare , nella serata del 5 Agosto u.s. , tre nostri giovani concittadini che negli anni hanno conseguito alti meriti  professionali  sia nel Mondo Accademico-Universitario che Scientifico, in Italia e all’Estero.                                                                                      Precisamente:  il Prof.  Gaetano CHIURAZZI , Professore nel Dipartimento di Filosofia di Torino;   il Prof. Domenico LO FIEGO , Preside della Facoltà di Agraria di Reggio Emilia; il Prof.Gesualdo  SCUTARI, Professore nel Dipartimento di Ingegneria Elettronica nell’Università Statale di New York , Sede  di Buffalo http://www.sens.buffalo.edu/~gesualdo/                                                                                  Dopo anni di vuoto di iniziative culturali, i giovani ed i meno giovani di Francavilla  possono sperare e credere nell’importanza di una crescita culturale del nostro paese e auspicarsi che questa iniziativa possa servire  da stimolo a promuovere e valorizzare nuove  risorse produttive locali che vedano i nostri giovani  protagonisti di nuovi scenari , di creatività ed ingegno umano.                                                                                                     Molti Talenti locali sono  dovuti emigrare, perché le loro professionalità non hanno trovato una adeguata occupazione, comunque, resta in noi, la soddisfazione e l’orgoglio per il  lustro che questi danno nel mondo al  nostro paese.                                                      Degni di nota sono: i lavori Artigianali, i  “ plastici di scorci di antichi rioni “ prodotti da Francesco DI GIACOMO, dei veri capolavori in miniatura; la mostra di oggetti antichi, piccolo museo nascente.                                                                                                                       Ci auguriamo che il nostro paese, con l’impegno di tutti , possa crescere in maniera esponenziale sia culturalmente  che economicamente  e che possa  il  rappresentante del Governo in carica , nostro Illustre concittadino, Sen. ed amico Guido VICECONTE, presente alla presentazione dell’associazione e alla premiazione la sera del 5 Agosto,  adoperarsi  concretamente per reperire linfa  , perla nostra  Associazionee perla nostra Comunità, e  fermare, nei limiti delle sue possibilità,  questo esodo di giovani .                          lì 09/08/2011                                                                                                                                      Con  stima ed affetto                                                                          Ulderico Scutari

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LO SPAZIO DELLA “BOTTEGA DELLE IDEE”

Nel ringraziare il Prof. Giovanni Fortunato per averci voluto, già da subito, inviare un suo contributo a quello che il presente blog si prefigge di essere quale strumento di confronto, approfondimento e chiarimento delle tematiche culturali, colgo l’occasione per ribadire che l’idea,  che ha spinto l’ASSOCIAZIONE CULTURALE “LA BOTTEGA DELLE IDEE”   a cercare e creare uno spazio sulla Rete, è che vogliamo dare alla luce un FORUM di discussione aperto a tutti i Francavillesi residenti e non.

Un gioco del destino ha voluto che molti si separassero,  che tuttora si separino, per lavoro, studio e mille altre motivazioni,  dal luogo natio (Francavilla).

 Noi vogliamo, tramite questo blog,  ricostituire il legame con la propria terra, il cordone ombelicale che unisce il figlio alla madre e non ci stancheremo mai di ripetere che solo un confronto, il più ampio possibile, permetterà di crescere veramente.

 A  tale proposito,  abbiamo deciso di dare la  possibilità a tutti di inviarci articoli da pubblicare, rendendo,  pertanto,  questo strumento una sorta di giornale virtuale.

 Siamo aperti a critiche, confronto e soprattutto pronti ad accogliere contenuti ed idee da Voi tutti.

 Ringrazio già da subito chi vuole servirsi di questo spazio, ringrazio tutti coloro che collaborano alla messa in rete delle vostre idee.

 10/08/2011

Giuseppe Di Giacomo

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Nome Francavilla

Caro Presidente,
sono qui a significarti il mio più vivo compiacimento perchè la “Bottega delle idee” ha lanciato questo moderno mezzo di partecipazione democratica ad un dibattito culturale che sicuramente porterà giovamento alla nostra comunità.
La conoscenza delle nostre radici storiche, l’approfondimento a più voci del nostro passato non potrà che determinare una sicura crescita del nostro paese: la storia ci insegna che rarebbe delittuoso ricadere negli errori del passato!
E perchè non cominciare proprio dal nome del nostro paese?
Chi, come me, ha scritto tante volte Francavilla sul Sinni, avverte un certo disagio quando è costretto a mutare quella preposizione articolata “sul” con la più semplice “in”.
Eppure ragioni storiche e….semplicemente grammaticali suggeriscono e consigliano il ritorno alla denominazione “Francavilla sul Sinni”.
Mi sono cimentato, alcuni anni fa, in una serie di ricerche riguardanti ad esempio la storia dell’acqua nel
nostro paese e posso attestare che,dai documenti esaminati, viene sempre indicato il nostro Comune come “Francavilla sul Sinni”,
Come mai, allora, siamo costretti a scrivere oggi “Francavilla in Sinni”?
Perchè, dice qualcuno, un distratto funzionario ha mutato “sul” in “in”. Mi scuso per il bisticcio delle preposizioni.
Ebbene , anche dal punto di vista logico-grammaticale la preposizione articolata “sul” è senz’altro più corretta della preposizione semplice “in” che, nel caratterizzare lo stato in luogo, dà un’idea del nostro paese totalmente immerso nel fiume Sinni.
Il mio augurio è che dal blog della “Bottega” possa partire una campagna volta al recupero dello storico e più corretto nome “Francavilla sul Sinni”.
lì 6 agosto 2011
Con affetto,
Giovanni Fortunato

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Manifestazione del 05.08.2011

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